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Martedì, 16 Ottobre 2018

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Elezioni FIGC: ecco i 3 candidati ufficiali

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Con la candidatura ufficiale di Cosimo Sibilia, e dopo quelle di Damiano Tommasi e Gabriele Gravina, parte ufficialmente il countdown verso le prossime elezioni federali in programma il 29 gennaio a Roma. All’assemblea elettiva parteciperanno 275 delegati per un totale di 516 voti. Il suffragio è ponderato in base alla lega componente di appartenenza (Serie A, Serie B, Lega C, Lega Dilettanti, Calciatori, Allenatori, Arbitri). Al primo scrutinio occorre il 75% dei voti; al secondo bastano 2/3; al terzo la maggioranza semplice: se non fosse raggiunta, si andrebbe al ballottaggio tra i primi due candidati. C’è però anche la possibilità di una fumata nera che potrebbe far tornare la tentazione del commissariamento da parte del Coni. Ma vediamo passo passo chi sono i tre papabili alla massima poltrona di via Allegri. Il primo a candidarsi è stato Damiano Tommasi, numero uno dell’Assocalciatori ed ex centrocampista della Roma. Il programma di Tommasi prevede 13 aree d'intervento che toccano tutti gli aspetti della politica sportiva, dal peso elettorale delle componenti (riconoscimento di un valore superiore alla Serie A), all'introduzione delle seconde squadre da schierare in Lega Pro con il mantenimento dell'attuale numero di club (Serie B a 20 squadre) ma con paletti più stretti per l'ammissione ai campionati. Vuole la revisione della Legge 91 e l'introduzione dell'obbligo di diploma federale per diventare tecnici dei settori giovanili. In più proporrà l'allargamento della Coppa Italia anche ai dilettanti, investimenti per lo sviluppo del calcio femminile e la rivisitazione del Club Italia sul modello dei club professionistici con figure amministrative, manager e il reparto tecnico. Il secondo candidato, Gabriele Gravina, alla guida della Lega Pro dal 2015, darebbe una “rinfrescata” allo Statuto federale dando nuovi pesi alle diverse componenti e interventi sulla parte sportiva. Vuole nuove regole per le iscrizioni dei club ai campionati (oltre 50 società fallite negli ultimi cinque anni) e un limite di 40 club professionistiche con subito dietro un torneo di semiprofessionisti. Gravina inoltre, è favorevole alle seconde squadre per consentire alle società di Serie A di far crescere i propri giovani senza doverli mandare in prestito. Infine, il terzo ed ultimo (cronologicamente parlando) candidato Cosimo Sibilia, ex Senatore di Forza Italia e attualmente a capo della Lega Nazionale Dilettanti. E’ la “goccia” che ha fatto traboccare il vaso “Tavecchio”. Grazie alla sua posizione in LND parte già con un’ottima percentuale di voti a favore (il 34%) e, ad oggi, sembrerebbe quello più accreditato per il post-Tavecchio. Se verrà eletto proporrà l'introduzione di un torneo che faccia da cuscinetto tra i dilettanti e la Serie C e che sia formato da semiprofessionisti. Per il rilancio della nazionale prevede investimenti e il coinvolgimento di grandi ex atleti. Altri punti importanti su cui si basa la sua candidatura sono quelli della valorizzazione del calcio femminile, della riforma della giustizia sportiva e il mantenimento degli attuali pesi elettorali. Insomma tre candidati per tre programmi con punti in comuni, ma fondamentalmente diversi. Uno però è il punto che accomuna Tommasi, Gravina e Sibilia: nessuno dei tre infatti ha lasciato il proprio incarico, correndo quindi per la FIGC con due piedi in una scarpa.

Redazione: Via Carlo Emery, 47 00188 Roma

Tel/Fax 065000975

 

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