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Lunedì, 17 Dicembre 2018

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Assemblea FIGC: senza presidente e commissariata dal CONI dopo quattro votazioni

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La FIGC, dopo la lunga giornata di ieri in cui non si è riusciti ad eleggere il successore di Carlo Tavecchio, dimesso dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di calcio in Russia, rimane ancora senza un presidente. La prima votazione, iniziata nella mattinata, si è conclusa con 259 voti per Cosimo Sibilia, 188 voti per Gabriele Gravina e 113 a favore di Damiano Tommasi, ma nessuno di loro ha ottenuto i tre quarti dei voti necessari per essere eletti al primo turno. Si è proceduti quindi al secondo turno, la cui soglia per l’elezione corrispondeva ai due terzi dei voti. Ma anche nello spoglio successivo nessun candidato è riuscito a superare i numeri richiesti: Sibilia ha ottenuto 206 voti, Gravina 185 e Tommasi ancora 113. Nemmeno alla terza votazione, in cui bastava la maggioranza semplice dei votanti, si è arrivati alla elezione, e dopo tre votazioni nulle, al ballottaggio finale sono arrivati Cosimo Sibilia e Gabriele Gravina. Il colpo di scena è arrivato quando, i delegati dell’Associazione Calciatore e della Lega Nazionale Dilettanti, hanno deciso di votare in blocco scheda bianca, seguiti da altri delegati provenienti da altre associazioni calcistiche. Lo stesso Sibilia, durante le votazioni del quarto ed ultimo turno, ha spiegato che la LND ha deciso di lasciare la scheda bianca dopo che Gravina non ha risposto al suo invito a diventare il nuovo presidente federale con i voti della Lega Dilettanti. Un invito fatto per evitare il commissariamento. L’Associazione Calciatori, invece, non si sono espressi nel voto dopo la conclusione del terzo turno, non trovando nessun tipo di accordo con gli altri candidati. Di fatto la quarta ed ultima votazione non ha dato il risultato sperato, e con il 59,09% di schede bianche la FIGC sarà commissariata. Nelle prossime ore il CONI dovrà dunque riunirsi per nominare il definitivo commissario della FIGC tra i tre candidati. La condizione di ineleggibilità rispecchia senza dubbio il modo in cui si è arrivati a queste elezioni e la situazione precaria delle associazioni calcistiche italiane. Le divisioni fra leghe, club e associazioni sono ancora marcate, in special modo quella all’interno della Lega Serie A. MA adesso è tutto nelle mani di Giovanni Malagò, che tra una FIGC senza presidente e una Lega Serie A già commissariata, dovrà porre rimedio ad una situazione che sembra essere ingestibile. La Giunta è stata convocata per giovedì pomeriggio, ma i tempi sono strettissimi, visto che il 3 febbraio si parte per l'Olimpiade invernale di PyeongChang, ma già si prevede un commissariamento lungo, di sei mesi che potrebbero addirittura poi raddoppiare. Un commissariamento lungo un anno, che mette le mani nelle vere riforme, quelle che nessuno è riuscito a fare. 

Redazione: Via Carlo Emery, 47 00188 Roma

Tel/Fax 065000975

 

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