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Una chiacchierata con Antonino Barraco: uno dei più grandi talenti calcistici siciliani degli ultimi quarant’anni

Ai microfoni di Professione Sport abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonino Barraco, uno dei più grandi talenti calcistici siciliani degli ultimi quarant’anni, con una carriera di 36 anni alle spalle e oggi allenatore e socio fondatore della ASD Galactic Academy, ci racconta che la passione per il calcio l’ha sempre avuta, fin da bambino: “Da piccolino tornavo a casa, pranzavo e mettevo da parte i compiti per andare a giocare”, anche fino a sera tarda, ogni giorno. In famiglia non ha mai incontrato ostacoli: “Mio padre mi ha fatto promettere di dare sempre il massimo” ricorda al telefono, aggiungendo che il padre l’ha sostenuto nella sua passione che sarebbe diventata poi, di fatto, la sua professione.

Professione che lo porterà a giocare in molte squadre, tutte siciliane, senza mai uscire fuori dall’Isola. “E’ un problema anche di oggi”, commenta, legato non solo al problema dei recruiter ma anche, secondo lui, all’attitudine dei giocatori poco concentrati sulla propria carriera e con scarsa disciplina che rincorrono la fama.

Alla domanda sul perché, da buon marsalese, abbia però indossato la maglia del Palermo, con cui peraltro è entrato in serie B, e poi del Trapani si mette a ridere, ammettendo che si è sempre definito “trapanese”.

“Mi hanno cacciato via all’età di 13 anni. Ero molto arrabbiato” e così è iniziata la sua esperienza nello Scicli, in cui rimane per quattro stagioni, poi nell’Acireale con cui vince il Campionato Interregionale del 1988-89, nel Trapani sotto l’allenatore Ignazio Arcoleo, poi nel Catania e infine nel Palermo, debuttando con quest’ultimo in Serie B, allenato dall’ormai ex Mister Arcoleo.

Ritorna nel Marsala nella stagione 1997-98 vincendo il campionato di Serie C2 e ottenendo la promozione alla Serie C1, “Sapevo che dovevo dare il massimo per farmi riaccettare”.

Sempre parlando del Marsala, confessa che non aveva mai intuito il successo del suo compagno di squadra Patrice Latyr Évra, che nella stagione 2000-2001 aveva solamente 17 anni: “Ha avuto la fortuna di essere un terzino e di avere una corporatura piccola, mentre ora si iniziano a cercare calciatori alti. Anche se non ci sono più calciatori tecnici, hanno tutti paura di giocare”.

Parlando della sua carriera da allenatore con la ASD Primavera Marsala si dice molto soddisfatto non solo dei traguardi che iniziano a raggiungere (per esempio l’ammissione alla Ravenna Top Cup di quest’anno), ma anche del talento e dall’attitudine dei piccoli allievi classe 2010: “Tra di loro ci dei ragazzi davvero talentuosi su cui mi sto concentrando per farli lavorare e incitarli a dare il massimo”.

“Molto spesso il problema sono i genitori” riflette Barraco, “e la mania per la fama e lo stipendio. Non c’è più passione per lo sport”, proprio per questo l’ex calciatore siciliano cerca di guidare i suoi ragazzi verso ad una visione più sana e semplice dello sport, che deve essere prima di tutto divertimento, ma soprattutto passione e sacrificio.

Un grandissimo motivo d’orgoglio per Nino è stato vedere quest’anno la sua classe passare da 10 a 25 alunni, con un incremento di 850 ragazzi iscritti in totale, un aumento che lui riconduce alla presenza di allenatori professionisti muniti del patentino UEFA B, e ad un ambiente con prospettive importanti, in cui è più semplice, rispetto al passato, essere valorizzati per il proprio talento.

Nino Barraco si ritiene soddisfatto della sua carriera calcistica, e alla domanda se avesse dei rimpianti o qualcosa che desiderava cambiare nella sua carriera ha risposto con un veloce e deciso “No”.

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